Se ti sei mai chiesto perché alcune persone sperimentano una drastica perdita di peso con farmaci come Ozempic o Mounjaro mentre altre faticano a vedere i risultati, la risposta potrebbe essere scritta nel tuo DNA.
Uno studio su larga scala recentemente pubblicato su Nature suggerisce che le variazioni genetiche svolgono un ruolo significativo nel determinare sia l’efficacia dei farmaci GLP-1 sia il grado di disagio, come la nausea, che un paziente potrebbe sopportare.
Il progetto genetico della perdita di peso
I ricercatori di 23andMe hanno condotto uno studio approfondito che ha coinvolto quasi 28.000 persone che attualmente utilizzano farmaci GLP-1 (inclusi semaglutide e tirzepatide). I risultati evidenziano un legame cruciale tra geni specifici e risultati del trattamento:
- Il gene GLP1R: questo gene codifica il recettore che questi farmaci prendono di mira per regolare l’appetito e lo zucchero nel sangue. I ricercatori hanno identificato una variante specifica (rs10305420 ) direttamente collegata a una maggiore efficacia.
- Impatto misurabile: gli individui portatori di questa variante hanno perso circa 1,67 libbre in più per copia dell’allele rispetto a quelli senza di essa.
- Convalida: I risultati sono stati replicati con successo in una coorte separata di oltre 4.800 partecipanti del programma di ricerca All of Us, confermando la legittimità di questa connessione genetica.
Questa scoperta aiuta a spiegare perché l’efficacia varia tra i diversi gruppi etnici. Lo studio ha rilevato che questa variante specifica era più diffusa nei soggetti di origine europea (40%) e mediorientale (38%), mentre era significativamente meno comune in quelli di origine africana (7%).
La connessione tra efficacia ed effetti collaterali
Una delle rivelazioni più sorprendenti dello studio è che gli stessi marcatori genetici che guidano la perdita di peso possono anche causare effetti collaterali.
Per molti, nausea e vomito sono gli ostacoli principali quando si iniziano a prendere questi farmaci. La ricerca suggerisce che questi effetti collaterali non sono solo disagi casuali ma sono biologicamente collegati al modo in cui il farmaco interagisce con l’organismo.
Il “doppio colpo” per gli utenti di Tirzepatide
Lo studio ha evidenziato un rischio specifico per gli utilizzatori di tirzepatide (Mounjaro/Zepbound), che è un doppio agonista che agisce sia sui recettori GLP-1 che su quelli GIP.
Una variante del gene GIPR era collegata a un rischio più elevato di vomito.
I pazienti portatori di varianti in entrambi i geni GLP1R e GIPR presentavano una probabilità maggiore di 14,8 volte di manifestare vomito rispetto a quelli senza queste varianti.
Oltre la genetica: cos’altro determina i risultati?
Sebbene la genetica sia un fattore importante, non è l’unica variabile. I ricercatori hanno scoperto che i fattori non genetici rappresentano circa il 21% della varianza nella perdita di peso. Se combinati con i dati genetici, questi fattori spiegano circa il 25% della differenza totale nel modo in cui le persone rispondono ai farmaci.
Le principali influenze non genetiche identificate includono:
– Sesso biologico: le donne tendevano a vedere una riduzione leggermente maggiore del BMI (12,2%) rispetto agli uomini (10,0%).
– Tipo di farmaco: gli utilizzatori di tirzepatide hanno generalmente riscontrato una maggiore perdita di peso rispetto agli utilizzatori di semaglutide in intervalli di tempo simili.
– Stato di salute: gli individui con diabete di tipo 2 hanno sperimentato una perdita di peso leggermente inferiore (circa 2,87 punti percentuali in meno) rispetto a quelli senza tale condizione.
– Dosaggio e durata: La quantità di farmaco e da quanto tempo una persona lo assume rimangono fattori critici.
Il futuro: verso la medicina di precisione dell’obesità
Questa ricerca ci avvicina all’era della farmacogenetica, una branca della medicina in cui i medici utilizzano il profilo genetico di un paziente per prevedere le risposte ai farmaci prima ancora che venga scritta una prescrizione.
Sebbene i test genetici per la risposta al GLP-1 non siano ancora disponibili nella pratica clinica, questo studio fornisce una tabella di marcia per il futuro. Alla fine, invece di un approccio “taglia unica”, gli operatori sanitari potrebbero essere in grado di adattare i trattamenti alla biologia unica di un individuo, selezionando il farmaco specifico e il dosaggio che più probabilmente massimizzerà la perdita di peso riducendo al minimo i disturbi gastrointestinali.
Il risultato finale: Le risposte individuali ai farmaci GLP-1 non sono casuali; sono profondamente influenzati da una complessa interazione di genetica, ascendenza e stile di vita. Questa ricerca segna un passo significativo verso il trattamento personalizzato dell’obesità.
